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mercoledì 2 novembre 2011

Per la supremazia del software saranno le app a fare la differenza

Ecco una rapida panoramica dello state dell'arte dei cinque sistemi operativi che si giocano il primato dei dispositivi mobili. Da Il Sole 24 Ore.

Android, Apple iOS, BlackBerry OS, Windows Phone e Symbian. È questa la componente che determina l'appartenenza di un modello alla categoria "smart" o a quella tradizionale. Android guida la classifica, seguito da Symbian, iOS, BlackBerry e poi arriva la piattaforma di Microsoft. Windows Phone ha oggi un market share intorno al 2 per cento ma è quello che può crescere e raddoppiare la sua penetrazione già nei prossimi due anni. Inoltre, può vantare una serie di funzioni invidiabile perché la nuova release Mango (al secolo 7.5) introduce numerosi aggiornamenti. Il tutto va a sommarsi alle già ottime doti: un'interfaccia tra le più belle disponibili, con i Live Tile (i rettangoli interattivi) animati che si adeguano all'uso e un eccellente reparto Contatti che integra in modo "educato" tutti i recapiti (telefoni, chat, e-mail e social network). Windows Phone Mango offre Office per convincere le aziende, dove è sarà apprezzato anche BlackBerry OS 7, l'altra novità nel panorama degli smartphone che ha debuttato in Italia sul Bold 9900 e arriverà anche sui nuovi Curve. Presenta menu ridisegnati e numerosi interventi per garantire prestazioni migliori, anche in virtù dell'hardware che finalmente ospita processori a oltre 1 GHz. Nell'utilizzo risulta più appagante delle vecchie generazioni OS 6 e 5, perché offre tutte le funzioni di push email e di sicurezza tipiche, ma in più ha prestazioni superiori e le opzioni sono state sapientemente riorganizzate. OS 7 fa da ponte a Bbx, la prossima generazione di Os derivata da Qnx che unirà tra loro smartphone e tablet. Un'operazione di unificazione che Google ha già effettuato varando Android 4.0, conosciuto anche con il nome in codice di Ice Cream Sandwich, per ora disponibile solo sul Samsung Galaxy Next. La 4.0 ha un'interfaccia ridisegnata che prende spunto da quella delle tavolette multimediali, quindi non prevede tasti fisici. Quanto a Apple, iOS è unico per iPhone, iPod touch e iPad, a eccezione dell'ottimizzazione delle app per il display, e quindi è tenuto come riferimento per numerose funzioni peculiari, tra cui quelle legate all'editoria in digitale.

lunedì 31 ottobre 2011

Google porta le app in salotto

Arriva la versione 2.0 per la piattaforma di "connected television" di Big G, che punta su Android 3.1, una nuova interfaccia e applicazioni da scaricare. Mountain View sfida così Samsung e a breve anche Apple, in uno scenario non dissimile da quello degli smartphone. Ma in Italia l'arrivo è ancora lontano. Da La Repubblica.


La prima generazione del progetto tv non era andata granché bene, nonostante le potenzialità e il nome altisonante di Google. Interfaccia complicata e problemi con i fornitori di contenuti ed ecco che la piattaforma tv di Mountain View si arena a pochi mesi dal lancio. Ma stavolta sarà un'altra storia, dicono a Google sul blog del progetto televisivo 1. E la svolta si riassume in alcune parole chiave: semplicità, velocità e soprattutto 'app'.

Google Tv 2.0. Il nuovo passaggio evolutivo della televisione secondo Google passa necessariamente dalle applicazioni. Ormai le tv non sono più solo schermi 2, per quanto sottili e sofisticati. Dentro hanno tecnologie di alto livello e connettività, con funzionalità ormai analoghe a quelle degli smartphone e dei tablet.

Così, la Google tv 2.0 punta su Android 3.1 (Honeycomb) e sulle app, attraverso l'apertura di un'area dedicata sull'Android Market 3. Gli sviluppatori potranno così realizzare prodotti dedicati all'ecosistema della tv, per sfruttare al meglio le caratteristiche degli schermi Hd e delle interfacce disponibili. Sono già 50 gli sviluppatori che hanno contribuito alla sezione tv, e a Google dicono di "non vedere l'ora" che l'offerta cresca.

I partner hardware sono gli stessi della prima generazione, Sony e Logitech. La prima con delle tv appositamente realizzate, la seconda con un dispositivo simil-decoder da usare con qualunque apparecchio.

mercoledì 26 ottobre 2011

Chi guida il mercato dei Tablet?

Android vale un quarto del mercato tablet, ma l'iPad domina incontrastata, anche nelle aziende. Da Il Sole 24 Ore.



Il sistema operativo mobile di Google cresce, quello di Apple perde leggermente terreno: la rivalità fra i due giganti hi-tech californiani nei tablet si potrebbe, dati di market share relativi al terzo trimestre alla mano, sintetizzare superficialmente così.

Più nel dettaglio, i dati sono quelli resi noti nelle scorse ore da Strategy Analitics, Android vanterebbe oggi una quota di venduto su scala globale pari al 27% (per un totale di 4,5 milioni di unità) con un incremento del 2,3% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno mentre l'iPad della Mela si assesterebbe oggi al 67% (in virtù degli 11,1 milioni di pezzi venduti dalla casa di Cupertino) rispetto al 96% di share esibita lo scorso ottobre.


Quello che è in bilico, secondo Strategy Analytics, è invece il futuro predominio di Samsung nell'ambito dell'universo Android: l'ingresso in scena di Amazon con il suo Kindle Fire (in vendita a 199 dollari) potrebbe infatti cambiare i rapporti di forza oggi consolidati e premiare il gigante dell'e-commerce se questo riuscirà come previsto dagli analisti 15 milioni di unità entro il 2013.

Dagli analisti sono quindi arrivate due conferme: i Galaxy Tab di Samsung, accreditati di una quota complessiva di mercato del 9%, sono di gran lunga i tablet Android più venduti mentre la tavoletta di Apple monopolizza o quasi la domanda dell'utenza aziendale. A rompere nel 2012 gli equilibri (per altro ampiamente preventivati) di questo settore, ed a favore della piattaforma di Google, potrebbe essere l'avvento di Android 4.0 "Ice Cream Sandwich", che potrebbe convincere numerosi utenti a preferire i dispositivi e le apps del mondo androide sfruttando la propria natura di piattaforma universale per tablet e smartphone.

lunedì 24 ottobre 2011

Il lato oscuro delle applicazioni per smartphone

Tremano gli operatori telefonici tradizionali grazie ai messaggini gratis di iMessage e Whatsapp. Però ci perde anche la privacy e i clienti vengono "venduti" ai pubblicitari. Da La Stampa.



Né Sms né chat. La terza vita dei messaggini inizia con l’icona verde di una cornetta che lampeggia sullo schermo del cellulare: il segnale di posta in arrivo. Un pugno di bit che corrono via Internet ma hanno l’aspetto rassicurante del caro, vecchio Sms grazie ad applicazioni come «Whatsapp» e «iMessage», software che aggirano i costi dell’operatore telefonico e si appoggiano unicamente alla rete Web. Nessuna rivoluzione, ma un balzo veloce verso la telefonia del futuro, secondo il New York Times, che intona il requiem per i messaggini di testo a vent’anni esatti dalla comparsa. Un salto nel vuoto, invece, per chi si occupa di privacy e concorrenza. Di sicuro c’è che per portare le app sotto i riflettori c’è voluto lo zampino di Apple. Perché l'ultimo tesoretto lasciato da Steve Jobs è il servizio «iMessage»: un sistema di messaggistica senza limiti di spazio che permette di comunicare con gli altri telefonini della mela. Niente di particolarmente innovativo: esisteva da almeno un anno. Ma la svolta è che sull’iPhone 4s «iMessage» è di serie e, di conseguenza, gli oltre 4 milioni di utenti che hanno acquistato il cellulare nella sua prima settimana di vita hanno iniziato ad usarlo senza neppure fare la fatica di installarlo. Il fratello gemello, che gira su tutti gli smartphone ma va scaricato dalla rete, si chiama «Whatsapp»: costo zero per il primo anno, meno di 2 dollari per il secondo. L’hanno già scelto in 20 milioni, scrive l’informatissimo sito Paidconten. Ma la lista delle applicazioni è infinita: da «Viber» ai servizi di BlackBerry fino all'italianissimo «Skebby». Programmi che sfruttano tecnologie diverse per lo stesso fine: connettere gli utenti dribblando i costi degli Sms tradizionali.


martedì 18 ottobre 2011

Smartphone: Android domina nei sistemi operativi, Apple nei dispositivi

La piattaforma di Google ha il 40 per cento del mercato mondiale del cellulari evoluti. E in futuro potrà consolidare il suo primato, dicono gli analisti. Ma la casa di Cupertino è il più grande costruttore. E Windows Phone potrebbe rilanciare Nokia, il gigante in crisi. Da La Repubblica.


Qualche punto di percentuale in più o in meno, ma le società di analisi concordano: il sistema operativo Android ha ormai conquistato il potere nel mercato degli smartphone, e così sarà anche negli anni a venire.

La piattaforma di Google - secondo la società IDC - si appresta a superare il 40% di market share nel secondo quadrimestre dell'anno in corso: avrebbe il 39%, seguita da Symbian (il 20%), iOs (18%), Blackberry Os (14%) e Windows (4%). Il tutto a fronte di un numero di dispositivi venduti da maggio ad agosto 2011 che ammonta a 106 milioni di pezzi.

E se gli analisti di Gartner danno Android nello stesso periodo al 43 % (e Windows al 2%), c'è chi vede già ora il sistema del robottino verde ancora più avanti in un mercato che cresce di oltre il 70 per cento all'anno: la società Canalys, relativamente al secondo trimestre dell'anno, la dà al 50%, con il primato in ben 35 dei 56 paesi interessati dal rilevamento. C'è poco da fare: Android va come un treno e a spingerlo sono soprattutto i mercati emergenti, Asia in particolare.

Anche Apple sorride, e ne ha tutti i motivi. Può vantare il primato come produttore individuale nel settore degli smartphone: detiene infatti il 19%. Le vendite della nuova versione dell'iPhone - che ha stabilito il nuovo record con
un milione di prenotazioni in appena 24 ore 1 - dovrebbero spingerla ancora più in alto. Alle spalle di Apple c'è Samsung (17%), che può' esibire una crescita del 421% rispetto all'anno scorso, grazie soprattutto alla fortunata serie del suo Galaxy S II. Seguono Nokia (16%), Rim e Htc (entrambe con il 12%).

mercoledì 5 ottobre 2011

Arriva il nuovo iphone, versione 4s


Gli utenti Apple erano pronti per l'arrivo dell'Iphone 5. Invece arriva l’iphone 4 potenziato, con comandi vocali che gestiscono tutto, dagli appuntamenti a internet alla scrittura di sms ed email. Il nuovo ceo, Tim Cook, sarà meno visionario di jobs, ma e’ più attento a come sfruttura tutto il potenziale di mercato, primo di presentare un dispositivo di nuova generazione. Attenzione all'arrivo della nuova versione di Android. Da Dagospia.

TIM COOK LANCIA IL NUOVO IPHONE 4All'indomani del lancio dell'ultimo iPhone sono decine le analisi sul perché la Apple non abbia presentato la versione numero 5 del Melafonino come tutti si aspettavano, limitandosi a un upgrade dell'iPhone4 (l'iPhone 4S). Secondo Mashable, uno dei siti più specializzati del settore, la decisione è perfettamente in linea con l'indole del nuovo Ceo di Cupertino Tim Cook, meno visionario e apparentemente meno geniale di Steve Jobs ma più pragmatico e attento alle dinamiche del mercato.
Per un iPhone 5, in altre parole, era ancora presto: un iPhone 4 notevolmente potenziato e con comandi vocali avanzati attrarrà chi oggi possiede ancora l'iPhone 3GS e nuovi curiosi. L'iPhone 5, di cui esiste certamente già un prototipo, arriverà al momento opportuno per essere comprato da chi oggi possiede la prima versione del 4. A Cook non interessa cosa si aspettassero di vedere i melamaniaci, guarda ai cicli commerciali di prodotti. Una strategia rischiosa? Sì, perché rischia di creare un vuoto in cui potrebbe cercare di infilarsi Android.
Cook è convinto della fedeltà dei fan, ma almeno un accenno scherzoso e furbastro alle aspettative montate intorno all'iPhone 5 avrebbe potuto farlo. La sensazione è che Steve Jobs lo avrebbe fatto. Ma Cook non è Steve Jobs, ha un altro stile. Meglio abituarcisi.
Per approfondimenti ecco il sito Mashable.