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venerdì 21 ottobre 2011

Rewind. E il professore rispiega!

Lanciato in rete il primo videocorso gratuito di letteratura italiana, aperto a tutti. Da Il Corriere della Sera.
Il sito di Oilproject
Il sito di Oilproject
Premere «stop» durante una lezione su Dante. Ascoltare e riascoltare i versi che Eugenio Montale dedicò a Clizia. Farsi spiegare da un altro scrittore un autore «scomodo» come Pasolini, spesso tagliato fuori dai programmi scolastici. Il sogno di tanti - studenti e non - diventa realtà grazie al primo videocorso gratuito di Letteratura italiana, lanciato in Rete da Oilproject in collaborazione con Studenti.it e Working Capital di Telecom Italia. Oilproject, la più grande «scuola virtuale» d’Italia, creata nel 2004 da un gruppo di adolescenti, apre al pubblico un nuovo archivio di seicento lezioni multimediali. Ci sono video di critici letterari, docenti universitari e scrittori, ma anche file audio inviati spontaneamente dai membri della community. Il principio di base è che sia l’apprendimento che l’insegnamento debbano essere aperti a tutti. Per questo i «prof» hanno tra i 14 e i 75 anni e chiunque, da Alghero ad Aosta, può guardare i loro interventi. «Nella scuola che abbiamo in mente noi – si legge sul sito di Oilproject - potrebbe capitarti un professore non laureato: l'importante è che tu stia a bocca aperta ad ascoltarlo».

A differenza di ciò che avviene normalmente in aula, i contenuti sono valutati dagli studenti, che possono esprimere le loro preferenze. Il rapporto con la scuola reale rimane però al centro del progetto. «Ci siamo resi conto che, eccetto per qualche video su YouTube, nell'intero web italiano non ci sono delle video lezioni di Letteratura - ha spiegato Marco De Rossi, fondatore della piattaforma -, e allora abbiamo voluto fornire agli studenti di tutte le scuole superiori 
italiane uno strumento gratuito per integrare, con l'aiuto dei docenti, il lavoro svolto in classe». 


L'articolo continua qui.

lunedì 17 ottobre 2011

La scuola, l'unico volano scaccia crisi

Sono tanti gli ostacoli strutturali alla crescita e non è semplice ordinarli per grado di importanza. Soffermiamoci su un settore: la scuola. Un utile strumento per capire lo stato di salute della nostra scuola sono le indagini Pisa (Program for International Student Assessment), somministrate ogni tre anni a migliaia di studenti di 74 Paesi appartenenti all’area Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e ad altri paesi. Da Il Fatto Quotidiano.



L’economia italiana è sostanzialmente ferma da dieci anni. Non sono ragioni congiunturali quelle che spiegano il nostro ristagno. Se fosse così la situazione sarebbe meno grave. Basterebbe agganciare la ripresa mondiale (che prima o poi arriverà) per tornare a crescere. Ma in più occasioni abbiamo avuto la prova che anche quando il resto d’Europa cresce, anche quando l’economia mondiale cresce molto, l’Italia cresce poco e a volte non cresce affatto.

Ci sono ragioni strutturali che oramai ci stanno facendo impoverire. Basti pensare che fino ai primi anni 2000 avevamo un Pil pro-capite superiore a quello medio dell’Unione europea mentre da vari anni siamo sotto la media. Siamo specializzati, ad esempio, in settori maturi e a scarsa complessità tecnologica e questo ci espone, più di altri, alla concorrenza di paesi emergenti a minor costo del lavoro (Cina, Indonesia, e così via). Le nostre quote sul commercio mondiale cadono. La nostra produttività è sostanzialmente ferma da quasi dieci anni.