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martedì 11 ottobre 2011

Social network per trovare lavoro: facebook batte linkedin

Prendersi cura del proprio profilo Facebook può essere più redditizio del curare quello su Linkedin. Il raccconto su Il Sole 24 Ore.



Che le piattaforme social abbiano peso anche nella vita professionale non è una novità, lo dimostra Linkedin che, con i suoi 115milioni di iscritti, è uno strumento usato di frequente da quei datori di lavoro che sono alla ricerca di figure professionali da inserire in posizioni esecutive. Lo strumento preferito diventa però Facebook quando i datori di lavoro cercano nell'ambito scolastico o universitario chi si annuncia per la prima volta al mondo del lavoro. Facebook entra sempre più nelle grazie anche degli head-hunters.

Questo sorpasso, a modo suo ha un risvolto interessante e storico, evidenziato da uno studio commissionato e in parte condotto da Potentialpark, società svedese specializzata negli studi sulla ricerca del personale che si è posta la domanda sul dove cercare i nuovi talenti. I risultati di questa indagine, non ancora pubblicati, sono stati parzialmente anticipati dal sito Mashable.

Lo studio è stato condotto su 30mila studenti sparsi ovunque sul globo e su 500 aziende con base in America, in Europa e in Asia. Il risultato a livello europeo è a favore di Linkedin, giacché il 48% degli intervistati giudica Facebook "il posto sbagliato dove cercare". Risposta che appare davvero scontata, soprattutto perché la tanto decantata privacy che, più di una volta a fatto sobbalzare Zuckerberg sulla sedia, ora si rivolta contro tutti gli utenti che hanno blindato il proprio profilo, sbattendo così la porta in faccia anche a chi vorrebbe consultarlo per una valutazione professionale.


mercoledì 5 ottobre 2011

Con linkedin si trova lavoro???

Il valore delle reti sociali non sta nell’accumulo e nella quantità di ‘nodi’, ma negli scambi che avvengono attraverso i vari legami. Se le infrastrutture possono essere governate, i flussi di informazioni prendono spesso direzioni impreviste. Da Il Corriere della Sera.


Dopo Facebook e Twitter, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha visitato LinkedIn, per discutere l’American Jobs Act. Ai dipendenti e membri di LinkedIn che lo interrogavano sul futuro del lavoro, Obama ha offerto una sola ricetta: la formazione. Pur parlando dal tempio del capitale sociale, le sue riflessioni hanno ribadito la centralità del capitale umano.

E’ l’ennesimo segnale della crisi. Quando il lavoro c’è, ci si preoccupa dell’opacità del mercato del lavoro e dei meccanismi per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Con un tasso di disoccupazione superiore al 9%, le priorità sono altre: creare nuova occupazione e riqualificare i lavoratori espulsi dai settori maturi.

I business social network, nati come costola professionale dei social network ‘ludici’, faticano a riposizionarsi rispetto a questi cambiamenti: si limitano a declinare in ottica lavorativa le funzionalità offerte da Facebook, a cui aggiungono uno spazio dedicato all’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Gli utenti che si iscrivono con l’obiettivo di trovare lavoro, di rado lo raggiungono.