Visualizzazione post con etichetta twitter. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta twitter. Mostra tutti i post

martedì 22 novembre 2011

Twitter, gli hashtag e l’Intelligenza collettiva

A rendere così importante Twitter è l’hashtag, che permette di seguire e indicizzare facilmente ogni discussione, rendendo l'insieme dei contenuti un reticolo dotato di senso. Da Ninjamarketing.it



Twitter sta diventando sempre più centro nevralgico del dibattito sul web. Per certi versi, più di Facebook. Vuoi per la sua natura centrifuga (come sottolineato in un’intervista molto interessante dal collettivo WuMing) vuoi per il fatto che grazie agli hashtag è possibile indicizzare le discussioni.

Nel 2010, ci racconta Laura Larsell nel post “How Hashtagging the Web Could Improve Our Collective Intelligence” la biblioteca del Congresso Americano ha cominciato ad archiviare letteralmente i contenuti prodotti sul sito di microblogging, con la consapevolezza che un giorno tutta questa mole di dati sarebbe stata utile.

Per cosa? Per comprendere se l’interazione prodotta nel mare di trending topic, tweet, menzioni e retweet formasse non un magma senza forma ma una vera e propria struttura intellettiva, quasi una rete formalizzata di pensieri e tendenze.

Un insieme formato da freddure, concetti e citazioni che restituisce di fatto la fotografia di un pianeta in evoluzione.

lunedì 14 novembre 2011

Socialpolitìk

Come Facebook e Twitter stanno cambiando le regole della politica e le abitudini di candidati ed elettori. Da Lettura de Il Corriere della Sera.



Scena: il dibattito televisivo delle elezioni per il Presidente della Repubblica d’Irlanda. L’imprenditore prestato alla politica Seán Gallagher che i sondaggi danno in ascesa è sotto l’attacco diretto del suo avversario Martin McGuinness: una vicenda poco chiara di bustarelle. All’improvviso, il moderatore legge un tweet appena arrivato da chissà dove, che annuncia per il giorno dopo una conferenza stampa del principale accusatore di Gallagher: è il colpo del KO. Tutti realizzano, in quel preciso momento e solo allora, che il businessman non sarà il prossimo Presidente irlandese.

«I politici stanno capendo sempre di più che non possono controllare Twitter, nel bene e nel male», osserva Gregor Poynton, direttore politico in Europa di Blue State Digital, la boutique digitale che nel 2008, inventandosi MyBarackObama — una sorta di Facebook per militanti e volontari — contribuì a fare della campagna online del giovane senatore nero il più incredibile successo di comunicazione politica in Rete del mondo.

Se quella corsa elettorale perla Casa Biancafu egemonizzata proprio da Facebook — anche per il coinvolgimento diretto di Chris Hughes, uno dei fondatori del social network, nella campagna di Obama — la sfida online del 2012 sarà combattuta a colpi di hashtag (il cancelletto che identifica su Twitter) e di retweet. Grazie alla crescita, alla velocità e al carattere personale della piattaforma di microblogging, «chiunque con un minuto libero e un account di Twitter può accedere e trovarsi a far parte di una battaglia nazionale a suon di messaggi», come argomentava di recente Nancy Scola sull’«Atlantic».

Una vecchia volpe della comunicazione politica come Alastair Campbell, l’ex-spin doctor di Tony Blair, spiega al «Corriere della Sera» i termini del cambiamento in corso: «Tradizionalmente, tv e stampa erano in grado di dominare l’agenda e, in qualche modo, di decidere cosa contava in una elezione. I social media hanno cambiato l’equilibrio, dando più voce alla gente comune che non si fida dei politici e dei giornalisti come un tempo. Le persone — argomenta Campbell, molto attivo su Internet — si fidano l’una dell’altra: è questa, ad esempio, la genialità del concetto di “dare l’amicizia” su Facebook. Il passaparola elettronico è importante».


venerdì 4 novembre 2011

Twitter monitora anche l'influenza

Epidemie di influenza controllate grazia a Twitter. Arriva il "nowcasting" per i social network. Da Il Sole 24 Ore.


Tracciare la diffusione dell'influenza in tempo reale attraverso i messaggi degli utenti dei social network: uno studio dell'università di Bristol mostra che twitter aiuta a monitorare l'evoluzione di eventi sul territorio. Si tratta di un passo verso il "nowcasting", una parola che unisce "forecasting" ("previsioni", in inglese) e "now" (significa "adesso"): il traguardo è di capire se le segnalazioni di chi partecipa alle reti sociali online siano utilizzabili per stime accurate di ciò che sta accadendo in aree geografiche delimitate.

I ricercatori dell'ateneo inglese hanno archiviato cinquanta milioni di "tweet" inviati in Gran Bretagna. Dove gli utenti di twitter scrivono, per esempio, se hanno un raffreddore oppure qual è il loro umore, anche attraverso le emoticon come " :-) ", per indicare uno stato di felicità con segni grafici che simulano un sorriso. Gli autori dello studio, Nello Cristianini e Vasileios Lampos, hanno confrontato le informazioni con le statistiche della salute pubblicate nel Regno Unito che rilevano i casi di influenza. E hanno scoperto che twitter è utilizzabile per osservare l'evoluzione di un evento, le sue dimensioni e il suo momento d'inizio. Può diventare, quindi, un indicatore che contribuisce a elaborare previsioni, come evidenzia il loro progetto su internet, Geopatterns. È un risultato che conferma le conclusioni di un altro recente paper della Johns Hopkins University su due miliardi di tweets.


mercoledì 5 ottobre 2011

Con linkedin si trova lavoro???

Il valore delle reti sociali non sta nell’accumulo e nella quantità di ‘nodi’, ma negli scambi che avvengono attraverso i vari legami. Se le infrastrutture possono essere governate, i flussi di informazioni prendono spesso direzioni impreviste. Da Il Corriere della Sera.


Dopo Facebook e Twitter, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha visitato LinkedIn, per discutere l’American Jobs Act. Ai dipendenti e membri di LinkedIn che lo interrogavano sul futuro del lavoro, Obama ha offerto una sola ricetta: la formazione. Pur parlando dal tempio del capitale sociale, le sue riflessioni hanno ribadito la centralità del capitale umano.

E’ l’ennesimo segnale della crisi. Quando il lavoro c’è, ci si preoccupa dell’opacità del mercato del lavoro e dei meccanismi per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Con un tasso di disoccupazione superiore al 9%, le priorità sono altre: creare nuova occupazione e riqualificare i lavoratori espulsi dai settori maturi.

I business social network, nati come costola professionale dei social network ‘ludici’, faticano a riposizionarsi rispetto a questi cambiamenti: si limitano a declinare in ottica lavorativa le funzionalità offerte da Facebook, a cui aggiungono uno spazio dedicato all’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Gli utenti che si iscrivono con l’obiettivo di trovare lavoro, di rado lo raggiungono.

venerdì 30 settembre 2011

L'umore del mondo

I ricercatori della Cornell University lo hanno individuato analizzando i messaggi inviati su Twitter da 2,4 milioni di persone, arrivando a interessanti risultati. Da Il Post.


Ogni giorno decine di milioni di persone condividono link e dicono di che umore sono su Twitter. In molti casi si tratta di informazioni superflue o che interessano un numero ristretto di iscritti, ma se gli stessi dati vengono messi insieme e analizzati possono fornire del buon materiale per uno studio sociologico su larga scala. I ricercatori della Cornell University Scott A. Golder e Michael W. Macy hanno da poco pubblicato sulla rivista scientifica Science i risultati di una interessante ricerca sociologica su Twitter, che dimostra quanto siano comuni e simili i nostri cambiamenti di umore nel corso della settimana e delle singole giornate.

I ricercatori hanno analizzato i tweet pubblicati da oltre 2,4 milioni di iscritti al social network in 84 paesi del mondo, andando alla ricerca dei messaggi contenenti alcune parole chiave come “grandioso”, “che schifo” e le emoticon. Per lo studio sono stati utilizzati quattrocento tweet in inglese per ogni utente, inviati in un periodo di tempo compreso tra il febbraio del 2008 e il mese di gennaio del 2010.