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domenica 30 ottobre 2011

Creatività e design per vivere bene in 25 metri quadrati

Tra realtà e illusioni: salotti dentro un letto, colori chiari, fondali dipinti, ambienti metropolitani. Da Il Corriere della Sera.


Un tavolino che è anche un ventilatore. Una poltrona che nasconde un trolley, al cui interno c' è un letto d' emergenza. Un pouf che diventa aspirapolvere. Ecco il nuovo design mutante progettato da Lorenzo Damiani, un po' designer, un po' inventore per Campeggi. «I miei oggetti nascono dall' osservare i bisogni di casa mia, vivere in uno spazio ridotto aguzza l' ingegno. Nasce la necessità di sopperire alla mancanza di un ripostiglio, di un sottoscala, dove nascondere alla vista elettrodomestici e valigie». Un arredo che si trasforma, che assolve più funzioni, che fa risparmiare spazio. Oggetti camaleontici che cambiano assecondando i bisogni. È questa da sempre la filosofia aziendale di Campeggi. «Mio padre - racconta Claudio Campeggi -, fondò l' azienda negli anni 50, cercando subito di impostare una ricerca per risolvere il problema di spazio che già allora si presentava grave, nelle grandi città del nord, con le ondate migratorie dal sud e la penuria di alloggi. Da allora cinquant' anni di ricerca, premiati quest' anno dal Compasso d' Oro con la Menzione d' Onore per la Ricerca d' Impresa. Un prodotto che riassume i vari percorsi progettuali è On Off Suite di Giulio Manzoni. «È una proposta estrema che riesce però a risolvere in maniera ironica e intelligente lo spazio». Come un contenitore magico, da un letto che si apre nasce una suite. Un tappeto di feltro definisce le misure dello spazio dove sperimentare varie soluzioni. Sollevato il letto ecco comparire un divano che nasconde un tavolo e le poltrone, che contengono le sedie. Completa la suite un fondale dipinto con una cucina immaginaria. Perfetto per monolocali o mini spazi. Sensibili all' argomento spazio, anche i progettisti di Ikea, «L' 80% dei nostri clienti - afferma Lars Petterson, amministratore delegato Italia - vive in città. La maggior parte in appartamenti, con spazi domestici limitati o mal utilizzati». Sarà per questo che alla festa d' inaugurazione dell' ampliamento della sede di Carugate, nel cuore della Brianza mobiliera, sono state presentate proposte di arredo smart dai 18 mq in su. Belle, funzionali, economicamente accessibili ma soprattutto che facilitano la vita anche a chi vive in pochi metri quadrati. Idee progettuali facili, per scoprire e usare spazi nascosti, mobili multifunzionali che moltiplicano lo spazio. Creatività e qualche piccola grande idea.

giovedì 6 ottobre 2011

Quando design e genio si incontrano

L'amore per la perfezione assoluta. L'attenzione estrema al design. L'ossessione per i dettagli. E una visione del mondo che va ben oltre l'informatica. Il fondatore della Apple appena scomparso era un passo sopra tutti gli altri. Ed è destinato a diventare un punto di riferimento per le prossime generazioni. Da l'Espresso.



Nel corso dei primi anni Ottanta, Steve Jobsviveva in una casa quasi del tutto sprovvista di mobilia, dato che non era in grado di tollerare mobili scadenti. Dormiva su un materasso, circondato da alcune enormi stampe fotografiche. A un certo punto si comprò un pianoforte a coda tedesco, nonostante non lo sapesse suonare, solo perché gli piaceva il suo design e il modo in cui era stato realizzato.

Quando John Sculley gli fece visita, rimase scioccato dall'aspetto trascurato dell'appartamento. Sembrava una casa abbandonata, soprattutto se confrontata con le curatissime abitazioni che la circondavano. "Mi dispiace, ma non ho molti mobili", si scusò Jobs, "non ci ho ancora pensato".

Per Jobs fare acquisti rappresenta un problema. "Finisco per non comprare un sacco di cose", ha detto una volta, "perché le trovo ridicole". Quando non può fare a meno di comprare qualcosa, l'operazione può risultare complessa. Nella necessità di dotarsi di una lavatrice nuova, ad esempio, Jobs coinvolse la propria famiglia in un dibattito di due settimane su quale modello scegliere. La decisione non fu presa dopo una rapida occhiata a prezzo e caratteristiche, come farebbe la maggior parte delle famiglie. Al contrario, la discussione affrontò temi come il confronto tra design americano ed europeo, la quantità di detersivo consumato, la velocità di lavaggio e l'usura dei capi di vestiario.

La grande questione della lavatrice può sembrare eccessiva, ma Jobs applica gli stessi valori - e lo stesso processo - allo sviluppo dei suoi prodotti. 

L'articolo continua qui.

Jobs è ossessionato dai dettagli, è un perfezionista maniaco e rompiscatole che manda fuori di testa i suoi collaboratori con le sue puntigliose richieste. Ma là dove alcuni vedono un perfezionismo impossibile, altri scorgono l'aspirazione all'eccellenza.