Visualizzazione post con etichetta ebook. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ebook. Mostra tutti i post

sabato 5 novembre 2011

Amazon diventa biblioteca

Si parte con 5000 ebook in prestito e a a pagamento. Da Il Corriere della Sera.


Amazon varca un' altra frontiera. Non gli bastava essere la più grande libreria del mondo nè un temibile editore. Dopo aver fatto il suo esordio in 11mila biblioteche degli Stati Uniti, dove da settembre è possibile prendere in prestito volumi anche attraverso il suo eReader, ora il colosso di Seattle si trasforma in biblioteca. Ieri ha inaugurato il Kindle Owner Lending Library, un servizio riservato a chi possiede un lettore Kindle, che permette di prendere a prestito ebook. Per ora ci sono delle limitazioni: innanzitutto il catalogo è di circa cinquemila titoli, tra cui cento bestseller della classifica del «New York Times» e molti ebook editi dalla stessa Amazon (ma il Kindle Store ne conta più di un milione). I lettori potranno prendere a prestito solo un libro alla volta e solo uno al mese (troppo poco per un lettore forte) che potrà essere tenuto per un tempo illimitato ma che scade automaticamente quando se ne prende un altro. L' offerta fa parte del servizio Prime che, per 79 dollari l' anno, permette anche di vedere circa tredicimila tra film e programmi tv in streaming e accompagna il lancio del nuovo Kindle Fire (disponibile dal 15 novembre). Infatti non si può accedere da pc, altri tablet, iPhone, nemmeno da quelli che hanno scaricato l' applicazione Kindle. Che Amazon possa diventare una biblioteca virtuale non sembra preoccupare i bibliotecari tradizionali: il «Wall Street Journal» riporta che il sistema bibliotecario di Seattle ha registrato un aumento dei prestiti del 32% nel mese successivo al lancio del servizio che rende possibile prendere in prestito gli ebook in biblioteca. Diversa la reazione degli editori, nonostante i toni ottimistici del vicepresidente Russ Grandinetti: «Ci aspettiamo tre risultati immediati: gli utenti Kindle leggeranno ancora di più, i guadagni per gli editori aumenteranno, così come le royalties degli autori».

mercoledì 19 ottobre 2011

Jeff Bezos, ceo di Amazon, sarà l'erede di Steve Jobs?

La posizione di forza straordinaria vicina al monopolio assunta da Amazon negli Stati Uniti pone più di una domanda, sia da parte di quelle catene di librerie che si sono trovate in difficoltà, ma anche per gli autori avere un solo interlocutore che pubblica e distribuisce libri può essere un rischio. Ma gli innovatori fanno il loro mestiere. Alla società il compito di esaltarne la positività ed evitarne i danni. Da Il Corriere della Sera.



Steve Jobs ha già un erede. E non va cercato alla Apple. Potrà apparire irriverente per i molti adepti della società che ha rivoluzionato vita e business ad aziende e consumatori. Eppure Jeff Bezos, creatore della libreria virtuale Amazon, sembra volersi mettere decisamente nel solco di quello che è stato definito da Beppe Severgnini l'«ingegnere dei sogni». La sua ultima annunciata iniziativa è lanciare, in questo autunno, oltre un centinaio di libri pubblicati direttamente da Amazon. Vale a dire senza l'intermediazione degli editori. I 122 libri saranno sia in forma fisica che in formato elettronico per e-book.

Soltanto qualche settimana fa Jeff Bezos aveva lanciato un altro prodotto, questa volta nel campo dei tablet. Dopo aver segnato il primato degli e-reader con il suo Kindle, Amazon sta promuovendo ora il Kindle Fire. Rispetto all'iPad della Apple che ha inaugurato la stagione delle tavolette intelligenti, è un tablet a costi più contenuti, sebbene di inferiori dimensioni e prestazioni. La stessa modalità di lancio, un Jeff Bezos sul palco a illustrare qualità e vantaggi del suo Fire, è apparsa molto simile agli ultimi leggendari appuntamenti di Jobs per la promozione dei prodotti del suo i-Mondo.

L'articolo continua qui.

lunedì 17 ottobre 2011

Amazon Revolution

L'idea alla base della rivoluzione di Amazon è che gli unici soggetti indispensabili per la vita di un libro sono chi o scrive e chi lo legge. "Chiunque si trova nel mezzo corre tanti rischi quante sono le sue opportunità", spiega Russell Grandinetti, al vertice della compagnia. Da The New York Times e Dagospia.



Dopo aver insegnato agli scrittori che non hanno bisogno di librerie, Amazon fa un passo ulteriore: dimostrar loro che non hanno bisogno nemmeno degli editori. O meglio: che ad essi può sostituirsi Amazon stessa. In tutto e per tutto. È in base a questa nuova formula che la celebre compagnia di e-commerce pubblicherà 122 libri dei generi più disparati, sia in forma cartacea che elettronica. Mettendosi, di fatto, in concorrenza con le case di New York che sono anche tra i suoi più importanti fornitori.

Gli editori hanno drizzato le antenne: Amazon, dicono, sta corteggiando in maniera aggressiva alcuni dei loro maggiori autori. "Sono terrorizzati e non sanno che fare", spiega al ‘New York Times', spiega Dennis Loy Johnson della Melville House. "Tutti hanno paura di Amazon", aggiunge Richard Curtis, agente di vecchia data ed editore di e-book. "Se sei una libreria - dice - un bel giorno ti svegli e trovi Amazon a farti concorrenza. Se sei un editore, un giorno ti svegli e scopri che Amazon fa concorrenza anche a te. Se sei un agente, Amazon potrebbe toglierti di che vivere, offrendo agli scrittori l'opportunità di pubblicare direttamente, tagliandoti fuori. Una vecchia strategia: divide et impera".

L'idea alla base della rivoluzione di Amazon è che gli unici soggetti indispensabili per la vita di un libro sono chi o scrive e chi lo legge. "Chiunque si trova nel mezzo corre tanti rischi quante sono le sue opportunità", spiega Russell Grandinetti, al vertice della compagnia. Fermamente convinto che ci troviamo di fronte a quello che in qualche modo può essere definito il primo cambiamento nel panorama dell'editoria da quando, 600 anni fa, Gutenberg ha inventato il libro modernamente inteso.