Steve Yegge si era sfogato con un lungo scritto destinato ad una cerchia interna a Mountain View, ma per uno sbaglio attribuito - ironia della sorte - alla sua non esperienza con Google Plus, l'ha divulgato pubblicamente: "Google+ - scrive proprio sul social network - è il primo esempio del nostro completo fallimento nel capire le piattaforme dal più alto livello (ciao ciao Larry, Sergey, Eric e Vic) fino al più basso (ciao a te)". La "regola d'oro", spiega quindi, è quella di affidarsi al proprio "mangime", mentre Google+ non sarebbe altro che un "ripensamento patetico" e "una reazione istintiva" al successo di Facebook.
Secondo Yegge, che cerca di fare un ragionamento su cosa manca al prodotto a cui sta lavorando, invece, Facebook ha successo non tanto perché ha un grande prodotto, quanto perché ha creato un'intera costellazione di prodotti lasciando fare il lavoro agli altri: il rilascio delle proprie API sarebbe il fattore di successo che manca a Google che ha esordito con il suoplus senza rilasciarne delle proprie o comunque con una prospettiva inversa, cioè reagendo alle necessità espresse dalla comunità, invece di lasciar nascere le soluzioni insieme alle domande direttamente dalla community.
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